domenica 12 febbraio 2012

Piacenza alla Bit!


Per la prima volta cucinerò alla Bit, la Fiera Internazionale del Turismo che si svolgerà a Milano da giovedì 16 a domenica 19 febbraio (io ci sarò venerdì). Insieme a tanti miei colleghi: Patrizia Dadomo de La Fiaschetteria di Bersano di Besenzone, Carla Aradelli del ristorante Riva di Pontedellolio, Isa Mazzocchi de La Palta di Bilegno, Filippo Chiappini Dattilo dell’Antica osteria del teatro, Claudio Cesena dell’Antica osteria della pesa in località Scottina di Cadeo, Daniele Repetti del Nido del Picchio di Carpaneto, Claudia Cattivelli dell’omonima trattoria di Isola Serafini (Monticelli). Saremo protagonisti di uno show cooking presentati dallo chef Daniele Persegani di Casa Alice, programma di Sky. Ci saranno conferenze, dibattiti, oltre agli assaggi di prodotti tipici e le presentazioni dei nostri piatti. “Piacenza una Provincia da Favola” è il marchio che ci rappresenta, gli chef e tutti gli operatori, associazioni e organizzatori che promuovono gli eventi e il progetto. Spero tanto che la mia ricetta piaccia.

Stefano

domenica 5 febbraio 2012

Un San Valentino unico con le poesie di Giusy

Leggo poco, sono sincero lo ammetto. È che non ho tempo, lo passo praticamente tutto qui, chiuso in cucina a preparare piatti, a pensarne di nuovi e scrivere la ricetta su fogliettini sparsi. D’estate mi concedo il lusso di dedicarmi a un libro e tra i miei autori preferiti c’è Baricco: ho amato molto Questa storia, Oceano Mare, Seta ma anche le raccolte di articoli Barnum e Barnum 2. Però, questo libricino di poesie Come la luna di giorno come la luna di notte di Giusy Càfari Panìco, l’ho letto tutto d’un fiato mentre aspettavo che arrivasse a cottura la crostata appena infilata nel forno. Sono poesie d’amore, talvolta anche un po’ malinconiche, le trovo bellissime, piene di immagini. Alcune più delicate altre dense di visioni potenti, per questo mi hanno fatto pensare alle onde del mare.
Così mi è venuto in mente di chiedere all’autrice (che ringrazio tanto) di prestarmene qualcuna. Le troverete sui vostri tavoli la sera di San Valentino, tra la Carta del menù e quella dei vini. Vi piacerà recitarle a bassa voce, lui a lei o lei a lui, chissà. Forse vi divertirà anche scambiarvele di tavolo in tavolo, leggere quella della coppia seduta di fianco a voi. Magari starete in silenzio emozionati, e farà contenti anche noi sapere che vi sono piaciute e che non dimenticherete il luogo e l’attimo in cui avete condiviso questo dono. Mio padre, l’Ettore, forse sarà imbarazzato, tentennerà, avrà timore a interrompere la vostra lettura o l’atmosfera intima tra voi per chiedervi che cosa prendete di antipasto, o per primo. E la cosa è davvero insolita.
Comunque, vorrei solo che la luce anche piccola di una poesia possa brillare fino in fondo al vostro cuore.

Stefano Ferri

domenica 15 gennaio 2012

Dolce a sorpresa

Rubrica RistoRacconti
Dolce a sorpresa
Racconto di Giusy Cafari Panico, Chiara Ferrari, Elisabetta Paraboschi

IL CUOCO
Li ho visti dalla porta della cucina che si apriva quando è entrato il cameriere con le ultime comande. Erano laggiù, proprio davanti guardando dritto. Dai piatti dei primi che tornavano dalla sala avevo già capito che dovevano essere loro, una coppia, quelli del tavolo tre. Lei aveva ordinato gnocchetti di zucca e tartufo e li aveva lasciati a metà, lui aveva divorato i ravioli di ricotta ed erbette al burro nocciola. Per i secondi stessa storia, antipasti niente. Adesso chiedevano un dolce a sorpresa, non in menù. L’ha deciso la signora, dice il cameriere. Porzione per due. Sono sicura che mi farà contenta, questo cuoco... mi ripete il cameriere facendole eco. Vuole che le prepari un dessert speciale per concludere la cena. Terminare la serata e forse chiudere il conto con il suo uomo. Che non la ama. O invece è una scusa, l’occasione per prendere tempo, gustarsi tutto fino all’ultimo cucchiaio e non chiudere proprio niente, anzi prolungare.
Prendo dell’ananas succoso, lo taglio a cubetti che sembrano zaffiri, lo infiammo col rum e lo impiatto su un Ginori bordato d’oro. Ci verso zabaione caldo. Poi gelato alla vaniglia, scaglie di cioccolato fondente extra e salsa di fragola. Così, in bocca, il dolce si mescola all’amaro e il liquido al croccante per stuzzicare la lingua. In gola, freddo e caldissimo insieme. Nero, rosso e oro: giochi di luce per gli occhi, che rideranno. Mando fuori con una bottiglia di Sauternes. Per la signora, più che per lui. E aspetto.